Il Conero è tutto: un nome che caratterizza una piccola regione, un’isola nel territorio marchigiano, grazie al Monte Conero che crea un gioco di colline e promontori che emergono la linea di costa dell’Adriatico.

 

Il parco regionale protegge circa 6.000 ettari e comprende i centri abitati di Camerano, Numana e Sirolo oltre a una parte di territorio della città di Ancona, da cui inizia la parte montuosa, capace di nascondere baie, scogliere, spiagge e calette.

 

Un panorama ricco di fascino, dove i paesi sono la parte alta del promontorio e guardano la costa, un mosaico di colori che rende unica questa parte delle Marche. Il bianco delle pareti a picco sul mare, l’azzurro e il turchese delle acque, il verde dei campi e della macchia mediterranea e il rosso ocra dei paesi: colori che restano impressi negli occhi e rendono ogni sguardo un’emozione particolare.

 

Centri storici di origine medievale, in pietra e mattoni, con vicoli e piazzette che li rendono così carichi di storia e di memoria da farli diventare pezzi insostituibili di un paesaggio mozzafiato: il mare lo ammiri dall’alto, scendendo lungo i sentieri, attraversando campi coltivati e vigneti.

 

Campi che fanno parte di un percorso virtuoso, promosso dal Parco e da alcune aziende agricole locali, con l’idea di valorizzare il territorio e le produzioni agroalimentari, garantendo la qualità e la provenienza dei prodotti, utilizzando metodi di coltivazione che rispettano l’ambiente: leTerre del Conero, sono un paniere di 11 prodotti nato per tutelare la filiera corta e l’equilibrio tra agricoltura e natura, con un marchio che è, soprattutto, l’occasione per comunicare la qualità e la credibilità dei produttori, nel rispetto della biodiversità e della tradizione.

 

Le colline del Conero sono uno spasso, tra castelli e borghi, aziende agricole che producono il Rosso Conero (qui anche il vino prende il nome della montagna) ma anche il sottosuolo nasconde delle sorprese: da non perdere la visita alle Grotte di Camerano che si snodano al di sotto del centro storico, creando una città parallela e segreta, una rete fitta e misteriosa di cunicoli, dove le grotte scavate nei secoli nascondono nicchie decorate con fregi, motivi ornamentali e simboli religiosi. Un luogo carico di misteri suggestivi, con il dedalo di stanze e cunicoli che rappresenta un’esperienza che ci proietta in un’altra dimensione.

 

Anche i nomi delle spiagge sono evocativi di una storia carica di leggende legate a un tempo lontano: la spiaggia delle Due Sorelle, la spiaggia Urbani, la spiaggia di San Michele, la spiaggia dei Sassi neri, … spiagge dove sono presenti anche fortificazioni e torri di guardia, memoria di un passato che racconta di scorribande di pirati e di invasori, come nella baia di Portonovo con il fortino napoleonico, diventato, oggi, un hotel che dà la possibilità di soggiornare in un ambiente particolare, in riva al mare tra le pareti spesse, costruite due secoli fa.

 

Una particolarità è il Trave, nella baia di Mezzavalle, dove la lingua rocciosa che dal Monte Conero prosegue nel mare, crea, per almeno un chilometro all’interno della acque dell’Adriatico una banchina naturale, dove è possibile vedere le persone camminare, lungo una passeggiata insolita, sul mare.

 

Un soggiorno nel Conero può diventare anche un’esperienza gastronomica: sicuramente, da provare, il mosciolo del Conero, un presidio Slow Food che, durante l’estate, è celebrato con una festa che è tutto un programma, “Mosciolando“. È un mitile, simile alla cozza, che cresce attaccato alle pareti rocciose e si trova esclusivamente nel periodo da aprile a ottobre, una vera tipicità Made in Conero.

 

La bellezza di questi luoghi è nell’anima del paesaggio, che fonde la storia con la natura: le pietre dei centri storici sembrano parlare e raccontare di altre epoche. Può capitare, a Sirolo, di pernottare in una locanda che risale al 1200, vivendo l’atmosfera rilassata di un tempo: la Locanda Rocco può essere l’occasione per conoscere la storia di questi luoghi, passeggiando tra i vicoli.

 

Il Conero è un’isola, con scorci e panorami che fanno sembrare tutto più vicino. Una fusione tra le rocce, i vigneti e la storia: ogni pezzo di questi ambienti partecipa a disegnare un paesaggio che è, al tempo stesso, storia e contemporaneità. Un luogo da visitare e dove ritornare, di stagione in stagione, per riscoprire e assaporare un altro tassello di questo mosaico: qualcosa capace di restare nel cuore.

 

Pubblicato il: 25 Mag, 2015 su LaStampa.it