Roma è una città grande, con molte anime e il carattere dei quartieri lo percepisci, lo respiri al primo contatto

Siamo nella zona Sud-Est, tra la Tuscolana e la Casilina: qui, negli anni ’30 si sviluppò il quartiere popolare abitato dalle maestranze degli stabilimenti cinematografici di Cinecittà: operai, falegnami, sarte e comparse, un mondo di artigiani che rese questo quartiere una realtà vera, una comunità che, durante il regime fascista, divenne punto di riferimento per oppositori e partigiani. Il 17 aprile del 1944 il Quadraro subì il rastrellamento dei nazisti e la deportazione di circa mille tra ragazzi e uomini: oggi la memoria di questi fatti è ancora viva e rappresenta un patrimonio collettivo dell’intera città.

Le strade, le piazze e i muri del Quadraro stanno diventando un museo all’aria aperta: facciate di palazzine e angoli del quartiere hanno iniziato a diventare lo spazio dove la creatività artistica diventa un’occasione di rigenerazione urbana. Il progetto MURo Museo di Urban Art di Roma intende creare un contesto di Urban Art a Roma, con un museo integrato nel tessuto sociale, coinvolgendo gli abitanti e realizzando un percorso di visita che segua la forma urbanistica del quartiere, promuovendo e producendo opere Street Art che vedano la partecipazione di artisti italiani e internazionali.

Si può visitare MURo con percorsi, a piedi o in bici, con l’ “assistente di strada” che diventa guida e narratore delle opere, del quartiere e del rapporto che si è creato tra artisti e comunità: un’esperienza di turismo urbano che, tra marciapiedi e murales, regala l’emozione di scoprire la storia di un quartiere e l’innovazione sociale che sta dietro all’idea di colorare le facciate dei palazzi.

Un’occasione, soprattutto, di scoprire, perdendosi, in un paesaggio urbano dove, a portata di mano ci sono angoli di storia e di comunità: con Gazebike , associazione che noleggia biciclette e organizza tour guidati, partendo dalla Torre del Fiscale, nel Parco regionale dell’Appia Antica, è possibile compiere percorsi che portano tra gli acquedotti e scorci dell’agro romano che lasciano l’emozione dentro agli occhi.

La Street Art a Roma è divenuta, negli ultimi anni ha raggiunto molte zone facendo diventare la città uno dei poli di questa corrente artistica. Solo qualche anno fa era menzionato, quasi esclusivamente l’Ostiense – tuttora cuore dell’arte urbana. Oggi molti altri quartieri ne seguono l’esempio: San Lorenzo, Prenestino, Garbatella, Marconi, Tiburtino, Trastevere, Nomentano, Vigne Nuove, Monte Mario, Manzoni, Quarticciolo, Tor Sapienza, Casilino, Quadraro, San Giovanni, San Basilio, Talenti, Torpignattara, Borghesiana, Casalbertone, Pigneto, Testaccio, Vigna Clara, Trionfale. Inoltre murali colorano le stazioni della Metro e i piloni della Sopraelevata.

L’occasione per scoprire l’ “invasione” della Street Art a Roma può essere la mostra Urbs Picta – la Street Art a Roma, ospitata nel Museo Carlo Bilotti, con le foto di Mimmo Frassineti.

L’arte esce dai luoghi canonici, pinacoteche e sale affrescate, e raggiunge parti di città dove la quotidianità diventa forma di racconto: inizia a diventare più labile il confine tra centro e periferie perché, anche con la Street art, è possibile ricostruire un’idea di comunità locale, immaginando percorsi che non sono più racchiusi nelle sale silenziose di un museo ma diventano luoghi vissuti, strade e muri, dove contaminare e raffigurare l’identità stessa dei quartieri.

Lasciamoci prendere dall’idea di guardare le città con altri occhi, dimenticando, per un attimo, una raffigurazione fatta solo di auto e smog e riscopriamo, con l’aiuto dell’arte, il piacere di percorrere con lentezza i marciapiedi, osservando le forme e l’origine sociale dei quartieri. Può essere l’inizio per un futuro diverso delle città, più colorato e a misura d’uomo.

 

Pubblicato il: 9 Gen, 2016 su LaStampa.it