Il 2016, indicato come Anno nazionale dei Cammini, offre l’occasione per scoprire luoghi di grande fascino e riflettere sul camminare come esperienza di viaggio

C’è un tempo giusto per camminare, per cogliere il suono dei passi e sentire il profumo dei luoghi che si attraversano. La Lunigiana è una terra particolare, affascinante e silenziosa, dove ogni pietra racconta una storia e lo sguardo si perde tra scenari fatti di montagne, borghi e cammini.

Qui passa la Via Francigena e ognuno può trovare il passo giusto per farsi rapire da questo percorso, con la lentezza e la voglia di scoprire ciò che compone la bellezza di perdersi, passo dopo passo, su sentieri che vanno lontano.

Si può essere pellegrini, viandanti o semplicemente curiosi di scoprire le emozioni che i luoghi sanno dare a chi li percorre, immersi nel silenzio e nella meraviglia di sentieri fatti di storia e di natura: il muschio sui tronchi, il suono dei ruscelli, i ponti e i muretti, i borghi piccolissimi e il vento, che fa muovere gli alberi.

Borghi, incastonati in una valle laterale, la Valdantena, che hanno nomi che evocano il passato: Groppodalosio, Casalina, Versola, Toplecca, La Piagna, Barcola, Previdè , Molinello, Cargalla, Ronco Bianco, Groppoli di Valdantena e Cavezzana d’Antena… borghi di pietra, con i tetti costruiti con le piagne, ottenute dalla pietra arenaria.

Uno di questi piccoli nuclei, Previdè, è diventato, negli ultimi anni, un luogo dove sostare e godere del fascino del cammino: qui, con un recupero intelligente, è nato un piccolo bed & breakfast, l’Eremo gioioso . Un ossimoro che coglie il senso di un luogo che esce dall’isolamento e vuol trasmettere il valore concreto dell’accoglienza e dell’ospitalità. Usciti dall’uscio si è sul selciato della Francigena e da lì può iniziare un cammino e un viaggio nella storia: il tratto fino a Pontremoli è uno dei più belli, con il ponte di Groppodalosio che diventa un’icona della viandanza che si svolge da secoli su queste pietre.

Serve camminare con il passo adeguato a ciascuno di noi: non è detto che il cammino sia un’esperienza da compiere con tempi e ritmi da tabella. La cosa bella è proprio riappropriarsi del tempo, inteso come senso dell’abbandono e dell’immersione nel paesaggio, dove fermarsi per osservare o appuntare un pensiero diventano la parte più importante del viaggio. I piedi diventano il modo per comunicare con la natura, ogni passo è un dialogo, naturale, con il mondo naturale e con la nostra memoria.

Arrivati a Pontremoli, attraversando il Magra ed entrando nella città storica si avverte il senso della storia, di un luogo che è stato crocevia di invasioni e centro di scambi commerciali: diventa quasi una tappa obbligata fermarsi nella Pasticceria degli svizzeri perché qui arrivarono per davvero gli svizzeri importando un gusto nuovo nel preparare dolci e cioccolata. Una sosta a Pontremoli non può prescindere dall’assaggiare la pasta Amor, la specialità di questo antico caffè, dove si respira un’aria d’altri tempi.

La Lunigiana è un continuo rimandare la mente al passato, con i segni delle dominazioni e delle civiltà che hanno vissuto questi luoghi: le statue stele, le casetorri, i castelli, … tutte testimonianze, inconfondibili, di secoli e secoli di storia che è tuttora attuale.

La quiete e il senso della grandezza della natura diventano lo stimolo per riconsiderare il ruolo dell’uomo: questi sentieri, che si snodano tra i boschi, attraversando valli, circondati dalle cime dell’Appennino che fanno da scenario riportano tutto a un senso di proporzione. Non siamo più al centro dell’universo ma siamo una parte, infinitesimale, di questa meraviglia che ci accoglie. Un viaggio, in Lunigiana, è capace di fermare il tempo e restituire il modo naturale di osservare il paesaggio che ci circonda, ripensando alla Terra e alla dimensione vera dell’esistenza.

 

Pubblicato il: 21 Mar, 2016 su laStampa.it