Montagne, boschi, paesi arroccati, immersi in un gioco di colori e di luci capace di affascinare e far volare i sogni in un caleidoscopio: luoghi che sembrano incantati, avvolti in un’atmosfera che narra di storie e leggende, di pastori, lupi, viandanti e briganti

Il Molise esiste ed è un luogo da scoprire ed esplorare, una regione ricca di emozioni e di storia, dove lo sguardo può perdersi all’infinito. Montagne, boschi, paesi arroccati, immersi in un gioco di colori e di luci capace di affascinare e far volare i sogni in un caleidoscopio: luoghi che sembrano incantati, avvolti in un’atmosfera che narra di storie e leggende, di pastori, lupi, viandanti e briganti.

I segni delle antiche civiltà sannitiche, i tratturi, le forme di un paesaggio che accompagna, con dolcezza, il viaggiatore: questo periodo dell’anno è uno dei momenti più belli per visitare l’Alto Molise, addentrandosi in zone dove la presenza dell’uomo si fa discreta, i colori della natura diventano una tavolozza di tonalità di verde e di azzurro con le montagne che, in lontananza, disegnano cornici. Oggi percorrere queste strade permette di assistere a tratti disegnati da un tratto di acquerello tenue, con boschi, radure e cavalli al pascolo, in un equilibrio naturale che infonde serenità e voglia di ritrovare il gusto di lasciarsi affascinare dalle cose semplici.

Si riscopre il gusto della lentezza, lasciandosi rapire tra questi paesaggi. I nomi dei paesi contengono la cultura e la tradizione e diventano l’occasione per visitare, in modo slow, questo mondo fatto di natura e semplicità: Carovilli, Vastogirardi, Pescolanciano, Pietrabbondante, Roccasicura, San Pietro Avellana, Chiauci, … .

Borghi antichi, dove ritrovare il profumo della vita rurale, con la tradizione che diventa un patrimonio collettivo da conservare e tramandare: luoghi che raccontano della difficoltà di vivere in montagna, dove gli inverni significano nevicate abbondanti e isolamento. Non è un caso se qui sia possibile incontrare la Transiberiana d’Italia , il treno storico, che viaggia sulla linea costruita alla fine dell’Ottocento per collegare le aree appenniniche, attraversando montagne e foreste.

Proprio con il treno, organizzato dall’associazione Le Rotaie, si scopre l’opportunità di visitare il Bosco di Montedimezzo , una riserva naturale che, dal 1971, tutela quasi 300 ettari: le corse periodiche del treno permettono di approfittare della sosta nella stazione di San Pietro e di inoltrarsi nei sentieri della riserva, alla scoperta di un ambiente naturale ricco di biodiversità, dove restare affascinati dalla bellezza di una foresta.

Un progetto ambizioso, creato dalle istituzioni del territorio, che, con l’ampliamento della Riserva della Biosfera di Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise, nel 2014, ha portando la superficie da 637 a 25.268 ettari. Il Consorzio ASSO MAB Alto Molise , con il coinvolgimento dei comuni, dell’Università del Molise, della Regione e dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Isernia del Corpo Forestale dello Stato, svolge il percorso che promuove l’adozione degli strumenti di gestione della riserva UNESCO MAB (Man and Biosphere). Riserve naturali che possono diventare il fulcro attorno al quale innestare progetti di sviluppo locale, puntando sulla tutela delle risorse e sulla loro gestione.

Questi luoghi hanno il potere di far riscoprire il senso di camminare e osservare, di gustare e di riflettere: si coglie il valore differente del tempo, lasciando da parte la fretta e lo sguardo distratto. Un’occasione per immergersi nel paesaggio può essere la dimora rurale, la Masseria Monte Pizzi , a pochi chilometri da Carovilli, dove scorgere i tracciati antichi dei tratturi e i binari della Transiberiana, riscoprendo il calore vero dell’ospitalità.

Il futuro delle aree interne, delle zone di montagna, si gioca su questi temi: occorre investire, in innovazione e in qualità dell’offerta, per creare opportunità di sviluppo. Serve saper agire con intelligenza, guardando alle esperienze realizzate, rispondendo alle sfide del cambiamento e immaginando il futuro che qui, più che altrove, deve essere creato investendo in qualità e sostenibilità.

Occorre dare il giusto valore alla tradizione e alla capacità di costruire modelli basati sulle identità locali e sulla forza delle comunità: il Molise esiste, grazie alle peculiarità del patrimonio culturale, ambientale e sociale. Il territorio diventa più forte se i tasselli che lo compongono riescono a completare il mosaico: treni, tratturi, boschi, borghi, pastorizia e agricoltura, sono elementi che servono per disegnare paesaggi dove creare ospitalità e occasioni di scoperta della bellezza di luoghi che non sono cartoline ma risorse vitali, da saper narrare e conoscere.

Il senso dell’esistenza sta proprio qui, nella capacità di tutelare e promuovere la bellezza della natura, ritrovando il valore di camminare, con la giusta lentezza, apprendendo l’esperienza dei propri passi.

 

Pubblicato il: 7 Mag, 2016 su laStampa.it