La valle dove si trova Sauris è un angolo dove ritrovare il colore e il silenzio delle valli alpine: qui le forme del paesaggio e l’architettura rurale diventano un tutt’uno, riportando lo sguardo a una dimensione di semplicità essenziale

Cambiare strada, con la curiosità di perdersi e ritrovarsi: questa volta la deviazione si rende necessaria perché la strada è chiusa per lavori ma significa scoprire un itinerario nuovo, con la sorpresa di paesaggi e luoghi.

Sauris, in Carnia, è una di quelle destinazioni per le quali è necessario pianificare il viaggio per tempo, approfittando delle diverse opzioni per affrontare le valli alpine come un vero e proprio percorso da esplorare e provare. La fine del periodo invernale apre nuove possibilità, con i passi percorribili e la voglia di viaggiare tra le cime e ammirare panorami che lasciano senza fiato.

Fino a metà giugno la strada del Lumiei, con il ponte chiuso per lavori, non può essere percorsa e allora ecco che si può arrivare nella valle di Sauris attraverso il Passo del Pura: si attraversano boschi e si incontra il rifugio Tita Piaz da cui partono alcuni sentieri. La strada, quando raggiunge il lago, diventa uno stretto passaggio in gallerie scavate nella roccia, da percorrere a bassa velocità, ammirando un percorso che sorprende. Ogni curva, ogni passaggio nel bosco può rappresentare l’occasione per un incontrare un cervo o un capriolo: strade da percorrere a bassa velocità, per godere di uno spettacolo che sorprende ogni volta.

Un altro percorso, quello che arriva dal Veneto, attraversando il Cadore, è ugualmente ricco di occasioni per viaggiare cogliendo parti di storia e di memoria del nostro Paese: la strada che da Vigo Laggio di Cadore conduce a Casera Razzo, un passo alpino a quasi 1.800 metri di altezza, permette di prevedere una sosta a Longarone, visitando i luoghi della tragedia del Vajont, tra cui il museo Attimi di storia.

La valle dove si trova Sauris è un angolo dove poter ritrovare il colore e il silenzio delle valli alpine: qui le forme del paesaggio e l’architettura rurale diventano un tutt’uno, riportando lo sguardo a una dimensione di semplicità essenziale. Lo stávolo, il segno del lavoro di queste zone, con la costruzione in pietra, usata come ricovero per gli animali e il piano superiore, in legno, per conservare il fieno, precedentemente essiccato sulle strutture esterne: percorrere il sentiero che collega Sauris di Sopra con la frazione di Sotto significa ritrovarsi in questa atmosfera fatta di silenzi e di emozioni dove, talvolta, si possono sentire le campane della chiesa suonare e riecheggiare tra le montagne.

La vita scorre tranquilla in queste piccole frazioni, dove il segno è quello della continuità e della sobrietà del vivere in alta montagna: il garni Plueme, a Sauris di Sotto, è uno di questi luoghi dove ritrovare la sensazione di essere a tu per tu con la storia. Si sente il profumo del legno e la serenità di un vivere fatto di natura e semplicità, in sintonia con i ritmi naturali che possono essere una nevicata inaspettata o la luce magica dell’alba.

Si scopre il piacere di percorrere a piedi il paese, con la legna accatastata che compone delle piccole forme di arte rurale, ammirando i dettagli delle case e la cura per tutelare l’identità locale: non a caso a Sauris è stato realizzato uno dei primi progetti di ospitalità diffusa in Italia, promuovendo il recupero di edifici storici e creando un sistema di offerta ricettiva basato sulla conservazione del patrimonio locale. L’Albergo diffuso diventa un modo nuovo per visitare una località, diventando abitanti e non semplici turisti, condividendo il soggiorno con la popolazione locale, respirando l’aria di un paese vero, fatto non solo di scenografie per turisti distratti.

Il panorama, visto in questo modo, diventa un elemento vitale, con la storia che si trasforma in sensazioni personali, in esperienza diretta, con il suono dei passi che percorrono i sentieri e il profumo dell’erba tagliata: si vive il paesaggio diventandone uno degli attori, comprendendo di più le tradizioni e le produzioni agricole.

Le strade non sono fatte solo per essere percorse: sono elementi che disegnano il territorio e collegano, luoghi, persone e storie. Viaggiare significa anche intraprendere una strada per osservare e comprendere i luoghi che si attraversano: come i cammini anche le strade sono libri, da sfogliare e leggere, dove trovare tracce di memoria. La Carnia è uno di quei territori che mantengono ben salda la propria radice e visitarli significa incontrare storia e cultura sulle quali, da secoli, sono state costruite comunità tuttora vive.

 

Pubblicato il: 21 Mag, 2016 su laStampa.it