Di Treviso, che alcuni giorni fa ho visitato per vedere una mostra alla Casa dei Carraresi, mi hanno sorpreso i suoi canali!
Non avrei mai immaginato che, al pari di Venezia e di Padova, anche questo centro del Veneto fosse una bellissima città d’acqua!
Già lasciando alle spalle la stazione se ne ha un’idea: intorno alle poderose mura del Cinquecento (altra sorpresa!) scorre placido un fossato, e non è cosa di tutti i giorni poter vedere le acque che ancora lambiscono le antiche difese cittadine. Lucca, ad esempio, che pure ha le mura integre, ha svuotato i fossati che la circondavano.
Mi è bastato camminare poche decine di metri ed ecco subito un ponte, ed un fiume largo e placido: il Sile, che costeggia l’estremità meridionale della antica città storica.

Ma la vera sorpresa è oltre, addentrandosi tra gli stretti vicoli tardo medievali, dove le finestre gotiche arricchiscono le facciate delle case dagli intonaci colorati vivacemente.
Silenziosi, oltre un angolo, in fondo ad un vicolo, tra le file di case… i canali!
Tu cammini per Treviso, cerchi di intuirne l’anima (è un sonnacchioso borgo di provincia indebolito dalla crisi? ancora la torbida città viziosa che fa da sfondo a Signore & signori nel 1965? un polo minore ma culturalmente vivace del Veneto, fuori dalle rotte del turismo di massa?) e all’improvviso… un canale!
Treviso_2Proprio non lo sapevo, e ne sono rimasto affascinato, che questa cittadina, per me graziosa e gentile, è in parte attraversata da un sistema di placidi e gorgoglianti canali, che le danno un’aria se vogliamo un po’ olandese, quasi una Deft in miniatura.
Sono i cagnani, ed è il nome che raggruppa questi piccoli corsi d’acqua in cui il fiume Botteniga è stato diviso nel Cinquecento. Infatti, a differenza ad esempio di Venezia, questi stretti canali sono tutti artificiali: per difendere meglio la città (ed immagino anche come ottimo modo per trasportare materiali ed alimentare mulini) durante la costruzione delle mura il Botteniga fu fatto entrare a Treviso dividendolo in cinque cagnani, che alla fine tutti affluiscono nel fiume Sile, che avevo incontrato all’inizio della mia passeggiata.
Treviso_3Treviso, città ricca di ombra: portici, sottoportici e salici punteggiano le strade e le rive dei suoi canali.
Ad un certo punto pensavo ci fosse anche un piccolo lago!
Mi sbagliavo naturalmente, ma questa è stata la prima impressione, da tanto che ero sorpreso dal panorama di Treviso, città d’acqua!
Treviso_4Se arrivate alla Casa dei Carraresi, prendete la strada che ne costeggia un lato: è Via delle Pescheria.
Qui, in epoca ottocentesca, regolarizzarono il Cagnan Grando e ricavarono l’isolotto centrale dove da allora si tiene il mercato del pesce. Ed infatti quella prende il nome di Isola della Pescheria.
Treviso_5Poi uno mi chiede perchè mi piacciono le città a bassa velocità… perchè dovrei potrei girare un angolo e affacciarmi su un canale tra una papera che mangia ed una scultura moderna?

Pubblicato il 7 aprile 2016 su #bassavelocità