San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, è l’unione perfetta del Mediterraneo: una sintesi perfetta di colori, profumi, scorci e scenari indimenticabili. Nei dintorni due riserve naturali, quella di Monte Cofano e quella dello Zingaro, che appartengono ai ricordi e alle emozioni che tutti coloro che hanno avuto la fortuna di passare da qui conservano e amano per sempre.

I dintorni di San Vito Lo Capo sono una meraviglia continua, da non perdere. A levante e a ponente, tra graziose calette e splendide spiagge, suggestivi tratti di costa, rocciosa o sabbiosa: golfi, piccoli baie, scogli modellati dal tempo e dall’acqua, insenature, grotte marine. La costa di levante, quella che conduce e attraversa la riserva dello Zingaro, con il promontorio roccioso di Cala Tonnarella alle rocce selvagge di Cala Marinella e Cala Berretta, dalle incontaminate – ricche di flora e fauna – Cala Punta Leone e Cala ‘Disa alle trasparenti Cala Ficarella e Cala Torre dell’Uzzo. Anche la costa di ponente offre angoli che lasciano senza fiato, da raggiungere soltanto a piedi o in mountain bike, come Cala Mancina e Cala Topata, tra costoni di roccia, arenili di scogli, ma anche spiagge di sabbia finissima come quella di Calazza e di Rina Santa Margherita.

San Vito Lo Capo ospita il Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale, giunto alla 19\esima edizione, dal 16 al 25 settembre 2016. Intorno al cous cous, piatto povero ma diffuso in tutto il mondo nelle diversi varianti territoriali, si incontrano a San Vito Lo Capo, nella Sicilia nord occidentale, dieci paesi diversi all’insegna dell’integrazione e dello scambio. Una gara gastronomica tra chef di 10 paesi che rappresenta un evento tra i più seguiti a livello nazionale e riesce ad attirare, in un periodo di bassa stagione, oltre 200 mila visitatori.

Il cous cous, piatto giramondo, diventa, per il Festival l’occasione di unire in sé il globale e il locale. Ovunque sia approdato, in giro per il mondo, il piatto ha sposato le caratteristiche del territorio, legandosi profondamente alle tradizioni, religiose e conviviali dei popoli e diventando, volta per volta, maftoul, kseksou, cuscus, cascasa, sekso, kskso, kuskus, kuski, burgul o tabouleh.

Quest’anno, per la prima volta a San Vito Lo Capo anche Angola e Perù, per prendere parte alla gara gastronomica internazionale, che è il cuore della rassegna, è la sua anima più allegra e colorata. Nelle cucine di San Vito Lo Capo si incrociano lingue, culture e religioni diverse all’insegna della multiculturalità e dell’integrazione culturale attraverso il cibo.

Info: couscousfest.it