Garbatella, nella parte di Roma Sud, tra la Basilica di San Paolo e l’Appia Antica: un rione relativamente recente, nato negli anni ’20, ricco di fascino e di storia.
I Rioni, la parte più legata al passato di Roma, dove le caratteristiche dell’architettura diventano un tratto distintivo per riconoscere a occhio in quale zona ci si trova.
La Garbatella è uno dei rioni di Roma, uno di quelli dove identità culturale e memoria della comunità locale diventano carattere e forza: con una forte connotazione di quartiere popolare, dove insediare le famiglie operaie.

Si cammina facilmente alla Garbatella, incontrando l’idea di urbanistica che stava alla base di zone della città che fossero dotate di servizi e spazi pubblici, dal mercato rionale alle piazze, dal teatro ai bagni pubblici, dall’albergo sub-urbano fino alla terrazza panoramica, il cosiddetto Pincetto di piazza Brin.
Una città-giardino, un quartiere che ricomponesse l’idea di un borgo, con le palazzine popolari ma dotate di spazi comuni e aree verdi, spesso con rampe di scale che collegano le diverse parti del rione, dove l’idea di comunità locale fosse legata proprio alla condivisione di spazi e luoghi pubblici.
Ora Garbatella è diventato uno dei luoghi dove si va anche per trascorrere una serata, per passeggiare ammirando tracce di un pensiero urbanistico che collocava gli abitanti al centro di un’area dove fosse semplice spostarsi a piedi. Si ammira il colore e il silenzio di questi nuclei di edifici che fanno corpo a sé, attraversando giardini condivisi e vicoli che fanno pensare a un borgo piuttosto che al quartiere di una grande città. Ciò che adesso si definirebbe come “urban design”, con spazi di “coworking” alla Garbatella è sotto gli occhi di tutti da molto tempo, forse un po’ dimenticato e sottovalutato.

Alla scoperta della Garbatella può essere l’occasione per seguire l’itinerario proposto da Roma a piedi con gli occhi e i piedi orientati ad osservare e percorrere i tanti pezzi di storia che compongono questo rione.
Può essere anche l’occasione per fermarsi da Yaluz, il banco del mercato di via di Santa Galla, diventato cucina di vicinato, dove trovare gusti ed esplorare un’altra idea di ristorazione. Può capitare di trovare il bollito alla picchiapò, con la mente che torna alle atmosfere di C’eravamo tanto amati e del “Re della mezza porzione”. Il box 30 è diventato un modo per reinventare il mercato, aprendo uno spazio di rigenerazione e di impresa di prossimità: una cucina realmente “di vicinato”, con piatti che compiono incursioni nel gusto etnico e l’idea che un bancone può diventare un luogo dove fare una sosta piacevole, a costo contenuto.

Roma è anche questo, una città che cambia, si trasforma, si rigenera in silenzio, nonostante tutto, facendo leva sulla volontà di chi vuol provare a fare innovazione e recuperare ciò che si considerava perso. Può essere un’occasione per riappropriarsi di spazi pubblici, riscoprendo il piacere di camminare e di ritrovare il valore del “vicinato”.