Basta uno sguardo per riconoscersi, tra viaggiatori. Tullio l’ho incontrato dopo pochi giorni dal suo ritorno a casa, dopo la pedalata che lo ha portato alle Colonne d’Ercole. Stanco ma soddisfatto, per aver attraversato paesi e confini, soprattutto i confini.

Un viaggio, un blog, un libro: tutto con l’idea di condividere una raccolta di emozioni e di esperienze. Altro che confini! La forza interiore che muove Tullio è proprio l’idea che i confini siano fatti per essere superati.

L’Europa, il vecchio continente che ha perso gli ideali e guarda il Mondo che cambia senza riuscire a ritrovare un’idea condivisa di futuro. Le colonne d’ercole diventano il modo per leggere il cambiamento, guardare oltre, immaginando che i confini siano sempre illusori, disegnati sulle mappe ma senza la possibilità di interrompere la voglia di muoversi e viaggiare.

Viaggiare, per riappropriarsi del proprio tempo, con la libertà di fermarsi, per ammirare un paesaggio oppure, semplicemente, prendere un caffè e dialogare con chi vive i luoghi: il contrario, esatto, della velocità, del trasporto moderno che vorrebbe spostarci da un luogo all’altro senza percepire cosa stiamo attraversando.

Pedalare, camminare, significa anche ritrovare il piacere di fermarsi: prendersi il tempo giusto per percorrere un sentiero e gustare il bello che abbiamo attorno. Basta un tramonto, un gioco di nuvole, per accorgersi che non siamo soli al Mondo ma una parte, piccolissima, di un ecosistema.

Le pedalate di Tullio sono tutto questo, con un occhio particolarmente sensibile allo stato della Terra, per descrivere la crisi di un modello che ha determinato cambiamenti e disastri: la lentezza della bicicletta diventa il modo per osservare e comprendere, per riflettere e pensare.

I chilometri percorsi non diventano, a questo punto, una medaglia da sfoggiare quanto, piuttosto, una ricchezza da condividere con gli altri, per raccontare e rivivere i momenti, le esperienze, le idee e la voglia di proseguire il viaggio, per raggiungere altri luoghi, incontrare altre persone.

I libri di viaggio servono a questo e “Alle Colonne d’Ercole” è un diario da sfogliare, soffermandosi sui ricordi e sui disegni, ripercorrendo le 23 tappe, vivendo quelle atmosfere e quelle emozioni.

I disegni, di Maria Cristina Marsili, sono una parte insostituibile del racconto, con il tratto che descrive, con esattezza, situazioni e pezzi di viaggio, come quando ci si trova di fronte al bivio tra Nord e Sud e nec plus ultra … .

Il 6 ottobre, a Roma, sarà un’occasione buona per sentire Tullio raccontare le sue fatiche.

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Alle Colonne d’Ercole, Dei Merangoli Editrice, 2017