Le Cinque Terre, paesaggi mozzafiato dove la terra racconta secoli di storia, dove la vite e gli ulivi hanno disegnato una trama di sentieri che attraversano i terrazzamenti.
Cinque Terre da osservare dall’alto delle colline che si affacciano sul mare, raccogliendo il profumo del vento e ripercorrendo la storia che qui ha il sapore del vino e del lavoro, del sacrificio di chi realizzò questi terrazzamenti per coltivare una terra difficile, impervia e lontana.

Oggi un vigneto riprende vita, restituendo forza e carattere a una parte della collina che domina Monterosso: l’Eremo della Maddalena, un antico insediamento di monaci benedettini, ritrova le tracce che, fin dal 1400, testimoniano la presenza della vite. Qui, in un ettaro di terreno, sono state piantate le prime 6000 barbatelle di albarola, bosco e vermentino che tra 4 o 5 anni inizieranno a produrre il vino bianco doc delle Cinque Terre, uno dei vini che sono l’immagine stessa di questo territorio.

Una notizia che ha, in sé, una storia di coraggio e di passione per curare la bellezza e restituire futuro a un territorio prezioso come quello delle Cinque Terre: Elisabetta Cocciolo è l’anima dell’Eremo della Maddalena, e da tempo ha scelto di impegnarsi per far diventare questo luogo uno di quei posti del cuore che, una volta conosciuti, restano dentro, per sempre.

Un vigneto, una vigna ma, soprattutto l’idea di ricostruire percorsi che avvolgano il visitatore nella spiritualità di questi luoghi. Ecco allora che la collina dell’Eremo diventa l’atelier all’aperto per ospitare l’istallazione dell’artista di land art Marco Nones, “Il bosco sottosopra” con le radici rivolte verso il cielo, per invitare a fermarsi e riflettere, affascinati dai paesaggi e dal contatto con la natura.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre è uno scrigno di biodiversità e di storia: ogni scorcio è in grado di far compiere un viaggio che racconta di pietre e di mare, di vigne e di lavoro. La fatica dei contadini eroici ha fatto sì che oggi potessimo godere di questo patrimonio, camminando su sentieri che, per la loro fragilità, richiedono rispetto e cura.

Un vigneto che rinasce è una notizia bellissima e l’attesa per assaggiare il vino che verrà è un ottimo motivo per riscoprire il valore della pazienza e della contemplazione. Silenzio, pazienza, rispetto della Natura, qualcosa che questo periodo, invaso dalla fretta, sembra aver perso,