Tre giorni, dal 18 al 20 giugno, tra la Toscana, la Liguria, il Piemonte e la Val d’Aosta: in treno, alcuni tratti tra i più belli, per percorrere l’Italia delle aree interne, delle ferrovie sospese che, oggi, è importante far ripartire.

Il 18 giugno si parte dalla stazione di Firenze sulla linea della Garfagnana, diretti ad Aulla, via Lucca. Nel pomeriggio la carovana proseguirà per Genova, attraverso le Cinque Terre, il 19 giugno, dopo un’escursione sulla ferrovia Genova-Casella, si proseguirà alla volta di Ceva, via Savona. Su alcuni tratti della linea Ceva-Ormea, sarà possibile provare il ferro-ciclo. A Ormea è previsto un incontro con il sindaco della cittadina piemontese, sostenitore della valorizzazione delle linea in chiave turistica. In serata la Maratona raggiungerà Savigliano, sede del Museo Ferroviario Piemontese, istituito nel 1978 e da 40 anni elemento di interesse per promuovere la storia delle ferrovie e l’attualità, con le officine dove tuttora si costruiscono i treni.

Nella mattina del 20 giugno, la carovana proseguirà alla volta di Aosta per incontrare autorità e associazioni della Valle e sollecitare la riapertura della linea di Pré Saint Didier.

AMODO, l’Alleanza per la Mobilità Dolce, promuove la Maratona Ferroviaria 2018, per rilanciare, con forza la possibilità di dare vita a una rete di ferrovie turistiche, cogliendo il segnale della legge, approvata dal Parlamento lo scorso settembre. Un sistema capace di connettere ferrovie, cammini, ciclovie e greenway e promuovere lo sviluppo della mobilità dolce come chiave di accesso per incontrare la bellezza dei borghi e dell’Italia rurale.

È dal 2012, quando la Giunta della Regione Piemonte decise di sospendere il traffico passeggeri su 13 linee ferroviarie locali, che i collegamenti per la gran parte delle Langhe, del Monferrato, della provincia di Cuneo e della Val Pellice non avvengono più con i treni. Sono venuti meno anche collegamenti interregionali, come il Casale Monferrato-Mortara-Milano. Successivamente anche la Regione Valle d’Aosta ha sospeso il traffico sulla linea di montagna di Pré Saint Didier. Sono provvedimenti che, oggi, possono essere ripensati: le strade ferrate sono, tuttora armate e, in qualche caso, ricostruite in anni relativamente recenti, come per la Asti-Alba e la Mondovì-Saluzzo.

Un’opportunità per riscoprire questi territori, investendo nelle ferrovie turistiche e innestando elementi innovativi, legati al turismo lento, alla cultura e al paesaggio: luoghi da visitare in modo dolce, in treno e in bicicletta, integrando l’offerta turistica che iniziative come l’individuazione del paesaggio vitivinicolo delle Langhe e del Monferrato come Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO.

Linee sospese che oggi è il momento di far ripartire, investendo con coraggio: l’esperienza di altri paesi europei indica l’importanza di promuovere il turismo lento, recuperando infrastrutture e connettendo gli elementi che rappresentano i punti di forza di questi territori.

Un cambio di passo più che necessario per immaginare il futuro delle aree interne, considerando binari e stazioni non come rami secchi da tagliare bensì come opportunità per creare connessioni e recuperare il patrimonio, importante per lo sviluppo locale. Il 2019 è stato indicato come l’Anno nazionale del turismo slow: è il momento buono per ripensare a una mappa dell’Italia che si muove lungo gli itinerari che rendono unico questo paese.

Dalla ruggine dei binari e dalle crepe delle stazioni, simbolo dell’abbandono e dello spreco, può essere aperta una stagione positiva, per il rilancio dei territori e la forza di credere in un progetto che ha lungimiranza e respiro ampio.