Bisogna fermarsi, ad ascoltare le parole di chi i luoghi li conosce, fermarsi e osservare i paesaggi, i boschi e le pietre. Il tempo accumula ricordi e storie che bisogna imparare ad ascoltare: ogni volta è un viaggio nuovo, da percorrere con i piedi e con la mente.

Negli occhi restano impresse le immagini e il ricordo delle parole: legami fatti di storie che ripercorrono i secoli, le vicende di generazioni che in quei luoghi coltivarono e costruirono.

Ci siamo fermati, a Peltuinum, per osservare i resti di una città e calpestare l’antico tratturo; le storie del passato e il paesaggio compongono un quadro, da ammirare, respirando il profumo di civiltà antiche e del segno attuale.

Le auto corrono lontane e qui si resta in silenzio, circondati dalla grandezza delle montagne. Con la mente è possibile immaginare le dimensioni della città e il transito delle greggi lungo i percorsi della transumanza.

Ogni volta è un viaggio nuovo, ogni volta è un ritorno.

La foto: Francesco Izzo ha colto l’attimo, trovando la sintesi con la luce giusta, per descrivere un viaggio fatto di soste e di riflessioni condivise.